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PROGETTO CERBERO
RECUPERO CANI PERICOLOSI EX COMBATTENTI
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Perché cerbero
Cerbero era un cane, un mostro feroce e terribile a guardia dell’inferno.
Ci sono razze di cani la cui fama diventa leggenda.
Solo ad evocarli, certi cani, mettono i brividi ed evocano inquietanti
scenari di passanti ignari aggrediti senza motivo, bambini del vicino
sbranati, bravi cagnetti mangiati e digeriti, proprio come, si dice, facesse
Cerbero con le sue tre teste.
E’ così che funziona, qualche odioso episodio di mala gestione
di un cane fiero e potente come è il pittbull o il rottweiler o
una qualsiasi delle tante razze selezionate per il combattimento è
motivo sufficiente per trasformare intere razze in cerberi e diviene pretesto
per metterle al bando e deciderne la sorte!
Troppo spesso a priori.
Eutanasia.
Senza possibilità di appello.
Siamo fermamente convinti del diritto a vivere di ogni cane.
E che non può essere l’uomo a decidere la morte di un essere
vivente perché a suo sindacabilissimo giudizio non è compatibile
con il contesto sociale, lo stesso che spesso lo ha reso tale!
Soprattutto siamo convinti che se un cane è inserito in un contesto
familiare non idoneo, gestito da persone poco capaci di contenere un animale
forte e sensibile o, addirittura, viene educato alla presa e all’attacco
per esaltarne volontariamente l’aggresività, prima o poi
se ne perderà il controllo e alla prima difficoltà si guarderà
alla soppressione come l’unica via di uscita.
Ma un’altra via esiste.

Il Progetto “Cerbero: recupero
cani pericolosi ed ex-combattenti”
Un Parcocanile, una ampia area verde dove tutti i cani possono
essere gestiti nel miglior modo possibile, con ampi sgambamenti dove possono
uscire e sfogarsi per un tempo adeguato, socializzando tra loro dove possibile.
E’ in questo contesto che nasce la sezione “CERBERO”,
un’area dove potere gestire in sicurezza i cosiddetti “cani
pericolosi”, con protezioni adeguate e accessi diretti a verdi zone
di sgambamento .
Anche questi cani “difficili” vengono gestiti secondo la filosofia
del parcocanile: adeguato sfogo fisico e rapporto con persone sensibili
e preparate che giorno dopo giorno seguono correttamente e sistematicamente
una terapia comportamentale adeguata.
L’obiettivo del progetto è, dunque, di gestire, riabilitare
e riallocare, se è il caso, i cani potenzialmente pericolosi.
Risultati
Nella maggior parte dei casi i cani vengono recuperati.
Ci vuole tempo, pazienza e amore, ma molti dei cani entrati nel progetto
Cerbero sono oggi felicemente inseriti in nuovi e idonei contesti familiari.
Non sempre succede. Non tutti i cani diventano gestibili.
Quelli che rimangono continuano a vivere presso il centro che per sua
struttura è in grado di gestirli senza forzarli ad un rapporto
con l’uomo o con gli altri animali, consentendo comunque loro una
vita degna e piena.
Nell’ Amore e nel Rispetto.
Come deve essere la vita di ogni cane!

L’Associazione ospita e mantiene attualmente una
trentina di cani “pericolosi” con gravi problemi comportamentali
e di aggressività, affidati dalla magistratura all’ Associazione
o salvati dall’eutanasia.
La sezione “Cerbero”, data la continua richiesta e la mancanza
sul territorio di strutture adeguate al recupero e riabilitazione di cani
aggressivi, è in crescita continua e costa un notevole sforzo,
sia a livello economico che di risorse umane.
Un Progetto impegnativo e coraggioso che ti chiediamo di sostenere affinché
ogni cerbero smetta di essere guardiano dell’inferno e diventi finalmente
semplicemente un cane.
Per aiutarci
ADOZIONE A DISTANZA: puoi fare una donazione sul ccp n° 13545264,
intestato a Vitadacani, via Mazzini, 4 20020 Arese (Mi) –
indicando nella causale “progetto cerbero” + il nome del cane
che vuoi adottare e, se ce l’hai, la tua casella email.
Sceglilo andando nella sezione “adozioni a distanza” –
cerbero: cani pericolosi.
Ti verrà mandato attestato e informazioni di uno dei nostri ospiti.
Ogni informazione e dettaglio telefonando allo 02 93871132 / 349 0581076.
Grazie di cuore!!!!
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