Progetto Porcikomodi

Vitadacani gestisce 2 santuari (uno a Magnago -Mi- e uno a Brione -Bs), oltre a un piccolo Punjarpol ad Arese - Mi- (per la prima accoglienza e svezzamento suini, ovini, bovini poi da trasferire nei 2 santuari).

Per punjarpol e santuario si intendono rifugi o oasi per animali di solito considerati “reietti” dal comune pensare, meno meritevoli degli animali da compagnia quali cani e gatti.

Anglosassone il santuario e il punjarpol di tradizione jainista, la più antica dottrina di armonia e non violenza universale, essi ospitano animali salvati dall’industria della carne o da altre forme di sfruttamento e dominio.

Oltre che salvare concretamente delle vite, quelle degli ospiti diretti di queste strutture, l’obiettivo di santuari e punjarpol consiste nel mostrare alla gente e ai visitatori cosa e come siano realmente gli animali che normalmente vengono considerati cibo.

Svelarne l’identità, l’essenza di individui con un prezioso mondo affascinante da raccontare nella pancia e negli occhi.

I nostri ospiti diventano così portatori di un messaggio di ribellione al proprio destino, di speranza e salvezza per tutti gli altri che ancora aspettano di essere liberati, sfortunati membri delle loro specie, prigionieri, umiliati, fatti a pezzi nelle fabbriche della morte e nelle catene di smontaggio degli allevamenti e dei macelli del nostro mondo.

Gli animali cosificati sono le più dimenticate vittime della nostra società cui non si rende nemmeno omaggio.

Di loro, che non contano nulla, non si misurano lacrime, pene e lamenti.

Ma con dignità sovraumana diventano grottesche e tragiche metafore, della nostra umile realtà.

Ci confondiamo a tratti, con empatia, diventiamo noi, sfruttatori e sfruttati, un’unica disumana umanità animale dolente in cammino.

 

Attualmente vivono nelle nostre strutture già una ventina di maiali, altrettante pecore, 20 capre, 1 bue, 1 mucca e un centinaio di piccoli animali, tra galli, galline, papere, oche, tacchini, conigli.

Gli animali ospiti del punjarpol e dei nostri santuari sono salvati dal macello, dai laboratori, dagli allevamenti.

Non chiediamo loro la provenienza.

Possono essere stati acquistati,

rilevati in regalo,

o a qualunque titolo liberati dalla sofferenza e dalla schiavitù.

Da noi troveranno riparo e potranno rimanere o in transito, in attesa di adozione, come primo rifugio sicuro, o rimanere da noi per sempre, il santuario è la loro casa e da noi moriranno di vecchiaia, liberati dalla paura, dallo sfruttamento e dalla morte.

Vogliamo ricreare per loro un mondo possibile,

un angolo in cui,

con meraviglia e stupore, conoscerli da vicino

e poter toccare l’eterna magia della loro vita.

Santuario di Brione (BS)

Ospita galline, oche, anatre, pecore, capre, pavoni, civette, piccioni

Santuario di Magnago (MI)

Ospita pecore, capre, maiali, bovini

Punjarpol di arese (MI)
prima accoglienza e svezzamento suini, ovini, bovini poi da trasferire nei 2 santuari

Per un totale di circa 20.000 metri quadri interamente dedicati agli animali cosiddetti "da carne" e "da reddito".

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La strana storia di Sofia-Alvaro

Forse vi sarà capitato di leggere di Sofia sulle pagine dei quotidiani.
Un cucciolo di maialino rosa, di neanche un mese. Doveva essere il premio in una lotteria organizzata in occasione di una festa di paese nei dintorni di Pavia. E, in effetti, il maialino è stato consegnato in premio al vincitore. Che però era un gruppo di ragazzi vegetariani invitati a gestire il bar proprio all’interno della festa.
Quando hanno saputo del maialino in palio hanno protestato e poi è scattato l’allarme: per impedire che qualcuno con l’intenzione di mangiare Sofia potesse vincerla, hanno comprato con una colletta quasi tutti i biglietti e il risultato è stato pressochè automatico. Hanno vinto.
Sofia è stata loro data senza neanche un cestino, ma così, in braccio. Piccola e spaventata e dai grandi occhi celesti impauriti. Quando i ragazzi hanno portato Sofia al Parcocanile di Arese, due giorni dopo, hanno avuto una grossa sorpresa! Sofia era un maschio ed é quindi diventata Alvaro.
Oggi Alvaro si è ambientato, soprattutto per merito di Matilda che sembra un gigante in confronto a lui. Quando si incontrano, si annusano piano e si sfiorano dolcemente il naso dalla forma rosa di cuore.


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