Vita da cani - associazione a tutela dei diritti animali

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Parcocanile


Il PARCOCANILE è un progetto di VITADACANI.
E’ stato inaugurato a settembre 2005 ad Arese, dopo anni di sogni, speranze, attesa, lavoro, energie e sacrifici.
La struttura è completamente nonprofit per cui, per garantire la qualità del servizio, accanto al rifugio per gli animali di strada e abbandonati ci sono opportunità, servizi e iniziative per i cani di casa e per gli animali fortunati.

La filosofia del parcocanile



Un canile senza gabbie, perché i cani stanno liberi, una città a misura di cane, un luogo in cui animali e persone si incontrano e condividono uno spazio in armonia.
Dove i cani ricchi pagano per quelli poveri, i cani da laboratorio e quelli da combattimento vengono riabilitati, gli animali disabili vengono accolti e fanno fisioterapia.
Dove chi ha un padrone e chi no sono trattati egualmente con la stessa giustizia e con dignità.
Dove chi non mangia animali e non utilizza prodotti nati dal loro sfruttamento può trovare quanto serve per il proprio modello di consumo.
Dove si costruisce una cultura nuova, di rispetto per la vita, e si crede, un giorno, dopo aver gettato tanti semi al vento, di poter finalmente veder fiorire il cielo.

tutti insieme

I servizi del parcocanile

  • Pensione: servizio attivo tutto l’anno, anche nella formula week-end e tariffe speciali per i lunghi soggiorni dei cercocasa. Degenza e lungodegenza per animali anziani e/o malati. Servizio veterinario.
  • Contropelo: negozio di prodotti per animali e toelettatura. Aperto 10.00 – 13.00 / 15.00 – 20.00. Chiuso domenica e lunedì mattina.
  • Freepork: centro culturale con sala conferenze, punto vendita di prodotti cruelty free (vestiario, scarpe, accessori e cosmetici non testati su animali, né di origine animale) e gadgets a sostegno delle attività dell’associazione, ampia biblioteca su temi animalisti e internet point per i soci.
  • Fisioterapia: esercizi a terra e vasca per riabilitazione in acqua Realizzazione di carrellini per animali paraplegici.
  • Clinica veterinaria: all’interno del parcocanile non poteva mancare una ampia e attrezzata clinica per la cura e il benessere dei randagi ospiti e degli animali di proprietà.
  • Riabilitazione comportamentale: esperti comportamentalisti sono a disposizione per terapia comportamentale e suggerimenti per una corretta gestione del proprio cane. Su appuntamento.
  • Gav – Gruppo di Acquisto Vegan: acquisto di alimenti senza carne pesce latte uova e derivati animali. Per un totale rispetto degli animali.
  • Rifugio caniscalzi: reparto cani randagi gestiti secondo la filosofia del parcocanile, con ampi sgambamenti per il movimento e il gioco dei nostri ospiti.
  • Punjarpol : rifugio per animali reietti secondo la tradizione jainista, in linea con la filosofia di liberazione animale, è la sezione del parcocanile in cui sono accolti conigli e altri roditori salvati dai laboratori, animali così detti da carne, animali da cortile che qui vivono liberi e muoiono di vecchiaia. A supporto dei nostri progetti Vitadatopi e Porcikomodi.
Il parcocanile è un progetto di vitadacani
Scopri gli altri progetti:
    DL4: recupero beagle da laboratori di vivisezione
    Vitadatopi: recupero topi, ratti, cavie, conigli e altri animali da laboratorio
    Porcikomodi: recupero maiali, galline, oche e altri animali così detti da carne e da reddito
    Cerbero: recupero cani “pericolosi” e excombattenti
    Lavalledeigoblin: recupero animali disabili, realizzazione carrellini,
    SOS maltrattamenti: segnalazioni, controlli, denunce (sosmaltrattamenti@vitadacani.org)
    Adozioni a distanza e in loco di cani di canile, disabili, anziani, gattare, canare
    Apriamolegabbie: convenzioni con i comuni per incentivare le adozioni, campagne di adozione

Come arrivare al parcocanile
Autostrada dei Laghi uscita Arese
S.S. Varesina uscita Arese
Si trova in via G.Mattei, 70
Arese (Mi)

Per aiutare il parcocanile
Ccp 13545264
Abi 07601 – Cab 01600
Intestato a Vitadacani via Mazzini 4 Arese Mi


Per volontariato
Tel.02.93871132 – cell. 349.0581076
vitadacani@vitadacani.org

Contatti
vitadacani@vitadacani.org
tel.fax 02.93871132
cell. 349.0581076



Approfondimenti

leggi le storie dei nostri animali e la vita nel parco
I canili, quando non sono terribili, sono dei posti curiosi.
Soprattutto i parcocanili.
Come il nostro, alle porte di Milano.
Dove può capitarti, se ti piacciono gli animali e sei fortunato, di fare strani, inaspettati, incontri.

Pensiamo al nostro parcocanile.
Dovrebbe assomigliare ad un’oasi naturalistica più che ad un canile vero e proprio.
Almeno nelle nostre intenzioni e nei sogni migliori.
La realtà è ancora un po’ da migliorare, ma la via è tracciata, il percorso luminoso, anche se per ora il verde fatica a crescere soprattutto per gli agguati di cani, le zampe delle oche e i nasi dei maiali.
Che rendono vita difficile a piante, fiori e cespugli dei nostri desideri.
Eppure, nonostante questo, è un luogo da visitare, da vedere, non da tenere nascosto.
Pieno di sorprese.
Per cominciare, se lo visiti con attenzione, non puoi fare a meno di giungere al punjarpol.
L’area del parcocanile ove sono custoditi gli animali “reietti”.
Quelli tradizionalmente meno amati dalla nostra cultura e sensibilità, meno pregiati e più maltrattati in assoluto.

Secondo la tradizione jainista, (la più antica dottrina della non violenza e dell’armonia universale) il punjarpol è il rifugio in cui sono accolti i conigli e un’infinità di altri roditori salvati dal maltrattamento e dai laboratori, gli animali così detti da carne, gli animali da cortile che nel punjarpol vivono in pace, liberi, e muoiono di vecchiaia.

Per cui via libera a ratti, topi, conigli!
E lunga vita a oche, pavoni, papere, galline!
Tutti nel punjarpol del parcocanile.
Lontani da coltelli, trappole, veleni e mattatoi.
Anche i maiali.
Rosa e vietnamiti.
E le pecore.
Libere nell’altra parte del parco.
Socializzano coi cani, di cui diventano molto amici.





Della vita di questi animali sappiamo ben poco.
Molto si è detto e scritto invece a proposito delle vita emotiva e relazionale di cani e gatti e di altri animali in un certo senso considerati più “nobili”.
Ben pochi, invece, purtroppo, sostengono che anche gli animali da cortile abbiano diritti, una propria personalità e una vita affettiva altro che ricca.
Ma forse potremmo avere inaspettate sorprese se solo consentissimo a queste creature gentili di esprimersi senza considerarli soltanto, ottusamente, macchine da carne e da latte.

E solo così possiamo accorgercene, guardandoli da vicino.
E ciò diventa sempre più possibile da quando, ultimamente, questi animali arrivano nei canili, vengono abbandonati o sono, sempre più frequentemente, salvati da un triste destino, da chi decide di scardinare il pensiero comune e cerca per loro cura, serenità e una sistemazione al sicuro.

Ma come bisogna trattarli?
Da un lato, per gli animali da carne, occorre prestare attenzione nell’accudirli correttamente, trattarli con rispetto e come soggetti viventi, non poveri oggetti e cose da mangiare.
Dall’altro, nel caso dei selvatici, invece, bisogna fare attenzione a non imprintarli troppo.
Essi devono essere reintrodotti in natura e occorre la massima accuratezza per evitare di creare loro dipendenza eccessiva e quindi costringerli ad una vita “antropizzata” vicino e a contatto con gli umani.
Ma nonostante questo, tra i selvatici, c’è chi sceglie di tornare, come il riccio castagna.

Fondamentali sono un mangime adatto, una dieta corretta, i giusti ripari, del fieno o quant’altro nelle cucce, nei nidi o nelle casette.
E la necessità di un veterinario specializzato che sappia prendersene cura, prestare loro aiuto, operarli o prevenirne le malattie.
Un roditologo, un veterinario esperto di suini, uno di volatili.

Per non parlare poi della burocrazia e dell’infinità di documenti necessari per regolarizzare la presenza degli insoliti ospiti.
Leggi diverse, regolamenti, obblighi, sanzioni.
Perché non tutti vogliono capire che il parcocanile non è solo canile, ma un luogo dove se ci si stringe un po’, c’è posto per tutti, a tavola, e non si nega un riparo a nessuno.
Con o senza becco, ali, coda e zanne.

Non al riccio castagna, per esempio.
Che sembrava una castagna, piena di spine nell’affollato parcheggio del centro commerciale.
Grande come una castagna, del colore di una castagna, con le spine di una castagna.
Poi, inaspettatamente, la castagna ha iniziato a muoversi.
E sono spuntati mani e piedi rosa e un nasino lucido e a punta.
La castagna era un riccio.
Il riccio-castagna, era così piccolo da non riuscire a procurarsi il cibo.
Imboccato con una siringa a cui si attaccava golosamente con la delicata lingua rossa, è arrivato al parcocanile.
Pian piano è cresciuto e ora è impossibile confonderlo con una castagna.
E’ diventato riccio in tutto e per tutto.
Ma non se ne va.
Questa è la sua casa.
Dorme per il letargo.
Di tanto in tanto, nelle giornate migliori, spunta dalla tana, e, mezzo addormentato, cerca di rubare il cibo dalla ciotola dei gatti.



I pulcini sono cuccioli di americanelle.
Le galline che volano, per intendersi.
Per qualche oscura ragione sono stati cacciati dal pollaio appena usciti dall’uovo.
Giorni freddissimi, e uova stranamente covate a dicembre inoltrato.
Ma la natura, forse matrigna, fa il suo corso e non appena schiuse le uova, il gallo allontana a beccate i piccoli appena nati.
Impossibile sopravvivere quando in quei giorni la temperatura toccava i meno 2 gradi sotto lo zero. Così mezzi assiderati e intirizziti vengono portati da un volontario al parcocanile.
Subito messi sotto la lampada ad infrarossi, con miglio e altre leccornie.
Sembravano morti e invece sono ancore lì.
Passato l’inverno, coi primi caldi, entreranno nel pollaio del punjarpol, a socializzare con le altre galline ovaiole salvate dal macello.

Ma veniamo a Panino.
Maialino vietnamita.
Si chiama così perché stava per diventare salame, da mettere dentro un panino, per l’appunto.
Invece é arrivato anche lui al parcocanile, una mattina, insieme a Maia-maialina.
I due si amano e pare abbiano deciso di vivere insieme.
Panino infatti protegge casa e compagna dalle attenzioni di Mario che di tanto in tanto sconfina nel suo territorio.
O, almeno, in quello che Panino ritiene il suo territorio.
Mentre il parcocanile è di tutti, non suo.
Mario è un altro maiale vietnamita, che però, a parte la simpatia per Maia, crede di essere un cane.
Quando piove e non lo trovi è entrato in una cuccia o un box dei cani per proteggersi dall’acqua.
Abbaia e frequenta lo sgambamento dei cani e sta in mezzo a loro, confondendosi nel branco.
Mario ha le setole grigie e argento.
Sembra finito nella cipria o nella farina.
Gorgheggia per attirare l’attenzione di Maia.
Ma nulla da fare.
E’ impossibile raggiungerla.
Con Panino, per lei, a volte litigano.
Urlano emettendo un suono straziante e antico quanto il mondo.
Come stessero per essere sgozzati.
Invece finiscono l’incivile confronto solo con qualche graffio sul naso e sulla schiena.



Kora pe-kora aveva 2 giorni e il cordone ombelicale quando è arrivata in canile.
Il suo arrivo ha smentito l’antica favola del lupo e della pecora.
Nemici.
Perché i cani l’hanno accolta invece e rispettata come un compagno fragile e delicato.
Era grossa come un cucciolo di cane bianco, quelli pelosi che sembrano degli agnelli, per l’appunto.
E’ stata cresciuta col biberon.
Ogni 2 ore.
Di giorno e di notte.
Belava straziata quando restava sola (le pecore sono animali da gregge, da sole si sentono perdute).
Per stimolarle il rumine ha divorato le foglie di tutti i vasi e le piante del parco.
Ha camminato dietro gambe umane con un cappottino rosso per le vie di Milano.
Senza dare nell’occhio.
Come un cucciolo di cane ubbidiente, senza guinzaglio.
Quando il pastore è arrivato al cancello per riprendersela, poco prima di Pasqua è tornato via a mani vuote ovviamente.
Ad un certo punto si è ammalata gravemente ed è stata curata.
Strappata alla morte per un soffio.
Chissà come faranno i cuccioli degli erbivori negli alpeggi, nei greggi, loro che si ammalano per un nonnulla, sono delicati e infinitamente fragili?
Kora conosce il suo nome, le mani e l’odore di chi le ha dato il latte.
Entra negli uffici del parcocanile e beve dal rubinetto, alzandosi su 2 zampe.
Ti viene incontro saltellando come un piccolo cane.
Ma ormai è grande come un rottwailer.

LEGGI LA STORIA DI KORA!

Le oche invece in principio erano una trentina.
Regalate da una fattoria poco più che cucciole.
Arrivate tutte insieme bianche candide, tranne una, gialla e più piccola e tozza.
Banana si chiamava, e si perdeva nel bianco del branco di oche.
Presto si capì la vera natura di Banana.
Era una papera, altro che oca!
Le altre crescevano in altezza, lei rimaneva piccola e gialla.
Meravigliosamente e intensamente gialla.
Il punjarpol nella filosofia del parcocanile deve essere un luogo di passaggio.
A parte per gli animali con problemi e invalidità, per i quali esso diventa la casa definitiva.
Per gli altri si cerca invece un posto sicuro.
Dove vivano sereni e non vengano mangiati.
Vengono affidati in coppie o piccoli gruppi a strutture, fattorie “non violente”, oasi e parchi, che li tengano per sempre.
In questo modo, nel punjarpol, si liberano nuovi posti per altri animali che hanno bisogno e che devono essere accolti in un primo luogo sicuro.
Così a poco a poco le oche hanno trovato casa e, con loro, anche Banana che ora vive nel laghetto di un’immensa oasi naturalistica alle porte di Milano.
Libera e finalmente in compagnia di sue simili.



Gli animali presentati in queste righe esistono o sono realmente esistiti.
Ogni riferimento è assolutamente preciso e ricostruibile, non casuale.
Per visitare il parcocanile e conoscere gli animali presentati in queste righe:
vitadacani@vitadacani.org
3490581076, 0293871132
Arese (Mi)


Dedicato a tutti gli ospiti del parcocanile e agli abitanti del punjarpol:
maya, panino, rose, mario, matilda, alvaro, eva, e ancora, le galline sara, francesca, monique, patrizia, gloria, i maiali tyson, camilla, pierluigia, i conigli marta, martina…


Vitadacani Onlus - Associazione a tutela dei diritti animali - tel. 02.93871132 - 349.0581076
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