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DL4 2018-04-12T22:53:16+00:00

Dal 1998 Vitadacani Onlus si occupa di contattare i laboratori di vivisezione per riscattare, ove possibile, gli animali che hanno subito una sperimentazione e che possono essere anche solo parzialmente recuperati (cani ma anche gatti ed altri animali) ed evitarne la soppressione che segue automaticamente la fine degli esperimenti.

La chiusura dell’allevamento Morini

07/09/2010 Morini ha chiuso.

I cancelli si sono chiusi dietro di noi con l’ultimo lotto di roditori lo scorso 27 maggio, prima avevamo ritirato tutti i cani, duecentottantatre, per la precisione. La notizia che fossero 410 non è corretta, il registro di carico e scarico non era aggiornato e contava molti più cani di quanti fossero presenti realmente in allevamento. I ratti, i criceti e i topini portati in salvo superano i settecento soggetti.
Tutto è cominciato nel febbraio di quest’anno con la richiesta di aiuto da parte del Comune di S.Polo per una felice risoluzione della “questione morini”.

Stavano trattando la chiusura dell’allevamento concludendo un accordo con la titolare, con l’impegno a non rinnovarle mai più la licenza e il veto ad allevare animali sul territorio regionale.
Ma serviva prima sistemare gli animali, Morini avrebbe chiuso, ma vuoto.

Data la nostra disponibilità a trovare una soluzione adeguata per gli animali, è iniziata una lunga trattativa tra noi e il Comune di S. Polo con la collaborazione del servizio veterinario di zona. Con mille marce indietro a causa dei ripensamenti della Soprani.

Comune e servizio veterinario, hanno scelto di lavorare sulla nostra proposta e con la nostra associazione perché dal 2003 seguivamo da vicino la vicenda dell’allevamento, chiedevamo il ritiro della licenza allo stesso e tentavamo di monitorare il rispetto dei parametri di legge all’interno della struttura, interessando comune e ASL.
Perché più volte, con le precedenti amministrazioni e con il commissariamento del Comune avevamo proposto piani di rientro attraverso cui svuotare l’allevamento e portare in salvo gli animali.

Perché la nostra associazione gestisce dal 1998 un progetto di recupero di animali da laboratorio.
Perché il progetto in questione, dal nome DL4, sembra essere l’unico progetto di recupero e riabilitazione di cani da laboratorio sul territorio nazionale.
Perché negli anni abbiamo potuto mettere a punto ed elaborare uno specifico protocollo di riabilitazione degli animali da laboratorio in particolare dei cani.
Perché da oltre 10 anni seguiamo il progetto vitadatopi attraverso il quale abbiamo ritirato e collocato negli anni migliaia di roditori ex cavie da laboratorio.

Il programma di ritiro, adozione e presa in carico di tutti gli animali presenti presso l’allevamento morini prevedeva:
l’adozione immediata dei cani meno traumatizzati e in buone condizioni presso privati che dessero garanzie di buon trattamento, il ritiro di tutti i cani sia direttamente da parte nostra sia da parte di enti da noi selezionati, il trasporto degli stessi o presso le nostre strutture o presso rifugi, canili e stalli adeguati in vista dell’adozione definitiva a privati, il ritiro di tutti i roditori in vista di un’adozione.
Per lo svolgimento del programma ipotizzato, abbiamo e stiamo tutt’ora collaborando con associazioni, gruppi, rifugi e singoli presenti sul territorio nazionale che hanno dato la disponibilità a partecipare all’emergenza.

Tutti gli enti disponibili ed interessati a collaborare sono stati i benvenuti e le richieste di partecipazione al programma da parte di associazioni non ancora coinvolte o con le quali non vi sia già attiva una collaborazione saranno bene accette.
Per questo si è scelto di frazionare in piccoli e medi gruppi il lotto totale di cani in modo da suddividere la possibilità ricettiva e di adozione tra i vari gruppi e onlus situate su più territori regionali.

Quasi nessuno dei cani era cucciolo, i più giovani erano poco sotto l’anno.
Moltissimi invece gli adulti, i “molto adulti” e gli anziani. Le fattrici e i maschi riproduttori pieni di rogna, micosi, zecche, ferite, tumori.

Molti dei cani più giovani sono già andati in famiglia, in quanto meno “traumatizzati”, quelli più adulti ed anziani hanno invece necessità di un programma di riabilitazione più lungo.
Per esperienza abbiamo purtroppo constatato che spesso l’origine dei traumi dei cani da laboratorio va indagata già nella modalità d’allevamento.
Per tanto molti cani provenienti da stabilimenti fornitori come Morini, ma non transitati dal laboratorio, generalmente presentano gli stessi disturbi comportamentali di quelli che hanno affrontato il laboratorio.

Per questo abbiamo fornito ad ogni rifugio ed associazione che ha collaborato accogliendo un gruppo di cani una copia del nostro protocollo di riabilitazione dei cani da laboratorio in modo che possano sapere come gestirli per meglio ottenere una riabilitazione comportamentale nel caso in cui essa si riveli necessaria.

Siamo ovviamente consapevoli che questa sia un’emergenza e come tale è stata gestita cercando di portare subito in salvo gli animali in luoghi dove possano stare al sicuro e tentando di affrontare nel migliore dei modi un percorso di adozione e prima di riabilitazione.
Generalmente nel progetto DL4 ci troviamo a trattare e gestire un piccolo gruppo di cani alla volta, la riabilitazione viene per tanto affrontata direttamente da noi con calma e con strumenti ed esperienza consolidati.
Questa volta ciò sarebbe stato impossibile per tanto si è deciso di mettere le strutture che ci hanno aiutato in condizione di gestire il problema, seguendo i consigli e gli step di riabilitazione da noi ipotizzati.

Al Comune di San Polo viene garantita una totale trasparenza e tracciabilità di tutti i cani ritirati con consegna di ogni singola copia di modulo di adozione sia dei singoli cani affidati ai privati sia dei gruppi di cani affidati alle associazioni e ai gruppi animalisti.
In questo secondo caso verranno in seguito anche consegnate le schede di adozione a terzi, ovvero ai privati che andranno ad adottare i cani presso i rifugi delle associazioni e gli stalli temporanei.

Da parte nostra controlleremo ogni singola adozione per accertarci del buon esito delle stesse.

Ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato, nei trasporti, nel ritiro e nell’accoglienza degli animali. Persone singole, gruppi informali, attivisti, gruppi di volontari, associazioni, canili, rifugi, pensioni.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile la chiusura di questo allevamento della morte.
Un grazie particolare a:

PENSIONE PIRIPINZIO, GLI AMICI DEL RANDAGIO, FATTORIA DELLA PACE IPPOASI, RIFUGIO DEL CANE ONLUS, CHIARA ATAR, CANILE RIFUGIO DI PONDERANO, DOG’S HOLIDAY, PAL LEGNANO, RIFUGIO U.A.I., ASILO DEL CANE, ASSOCIAZIONE AMICI DEGLI ANIMALI, ELENA, GRUPPO ZOOFILO CARPIGIANO, ASSOCIAZIONE ANIMALI PER AMICI, ASSOCIAZIONE TOM & GERRY, ASSOCIAZIONE AMICI DI ZAMPA, LEAL, RIFUGIO IL CASCINOTTO, MATILDE
ASSOCIAZIONE CINOFILA MANTOVANA, ROMINA, ASSOCIAZIONE ZOOFILA LOMBARDA, CASA FAMIGLIA VILLA ROJLY, ALESSIA, PENSIONE RIFUGIO OASI, RIFUGIO LA CUCCIA, ENPA CHIERI, RIFUGIO IL BAU, ENPA VICENZA, CANILE DI ROVERETO, GRUPPO CINOFILO BALLA COI LUPI, VALLE VEGAN, FEDERICO, CASA ORIZZONTI.

per averci aiutato ad accogliere cani e roditori.

Adesso pensiamo agli altri centri di tortura, nascosti ovunque nelle nostre città e primo tra tutti l’altra “fabbrica della morte” immensa: Greenhill, di Montichiari, Brescia.
Acquisito dal colosso americano Marshall Farm, leader nel mercato di animali da laboratorio.
Tiene prigionieri oltre 2.500 beagle che vende ai laboratori.
Ripartiamo da lì, da quell’orrore e cerchiamo uno spiraglio di forza e speranza per aprire le gabbie.

Grazie a tutti.
Vitadacani onlus

La chiusura dell’allevamento Green Hill

20/09/2012 Green Hill è vuoto.

Sono uscite venerdì anche le ultime 35 famiglie, mamme con bambini. Per la prima volta, i piccoli, potranno crescere liberi e vicini alla mamma, senza essere strappati dal caldo affetto, per essere venduti ai laboratori.
Siamo felici e commossi. Abbiamo iniziato questa battaglia nel 2008, fianco a fianco col Coordinamento Fermare Greenhill, di cui molti di noi fanno parte e hanno contribuito a creare.

Ma la nostra storia va più indietro ancora.

Ritiriamo i beagle dai laboratori dal 1998, allora è nato il progetto DL4. L’unico a livello nazionale che si occupa per l’appunto del ritiro e della riabilitazione dei cani da laboratorio.Lo chiamammo DL4 perché 4 furono i primi cani ritirati e perché volevamo ricordare le vittime del DL50, uno dei test di tossicità più diffusi e tremendi fino ad un passato recente. Consisteva nell’individuare la quantità di una sostanza capace di uccidere il 50% degli animali del campione testato. Morti di una morte spietata e violenta.

Oggi le cose non sono tanto migliorate. Gli animali continuano ad essere brutalmente torturati e uccisi nei laboratori di tutto il mondo grazie a test di molto simili al DL50.

Con il progetto DL4, nel 2010, abbiamo ritirato gli ultimi 283 cani e 800 ratti dell’allevamento Morini, chiuso dopo anni di una durissima campagna, anch’essa fatta fianco a fianco del Coordinamento Chiuderemorini.

Ed eccoci oggi.

Nell’ambito delle attività di ritiro dei cani da Greenhill durante il sequestro, insieme al Coordinamento Fermare Greenhill, abbiamo ritirato e affidato 541 cani che ora sono in famiglie che li hanno accolti.

Molto ci vorrà per toglier loro dagli occhi, dalle orecchie e dal cervello gli odori, i rumori e i giorni infernali fatti di brutalità e prigionia … e, intanto, Vegan, la prima fattrice a lasciare l’allevamento lo scorso luglio e affidata a noi e al Coordinamento Fermare Greenhill, con Jill e Phipps, suoi cuccioli, distrugge casa. Chissà se mai impareranno a sporcare fuori e a non mangiare qualsiasi suppellettile.

Abbiamo chiamato i figli di Vegan così in onore di Jill Phipps, l’attivista per la liberazione animale uccisa durante una campagna contro l’industria della carne e il trasporto dei vitelli in Inghilterra. Fu travolta a morte da un camion che portava gli animali al macello che gli attivisti cercavano di fermare. Dedichiamo a lei tutta la magia e lo stupore di quei cuccioli che cresceranno liberi e a George-dl4, mascotte e testimonial del nostro progetto.

Da lui abbiamo imparato ogni cosa sui beagle da laboratorio, tutto è iniziato con lui, ha assistito ad ogni coda e naso ritirato.

Alla chiusura di Morini dove era cresciuto e dove lo avevano presto venduto ad un laboratorio del milanese.
Ma non ha vissuto abbastanza per vedere anche il colosso Marshall e Greenhill vacillare.
E’ un po’ anche per lui, per persone come Jill, per tutti gli animali prigionieri di qualsiasi allevamento che sia da vivisezione, pelliccia o carne, che siano bei cagnolini, come in questo caso, o topi, ratti, conigli, mucche, galline senza più penne, ammassate in gabbie dove non possono neanche aprire le ali, maiali di cui incontriamo gli occhi di tanto in tanto, dai camion che li portano al macello e che, così disattentamente poi, lo stesso, mangiamo, (o meglio, molti di noi mangiano), o per gli uccelli del cielo, la lepre o la volpe, spaventati a morte, inseguiti dai cacciatori, è per tutti loro che NON ci fermeremo adesso, a questo primo straordinario risultato.

Proseguiremo fino alla chiusura definitiva di Greenhill, che ora è uno scheletro vuoto, ma che tale deve restare senza più detenuti di nessuna specie.

Grazie a tutti quelli che hanno sostenuto e aiutato noi e il Coordinamento, che hanno creduto che ce la potessimo perfino fare anche contro una multinazionale gigantesca.

Cercando di rimanere coerenti, anche in mezzo a politici, media e isituzioni che hanno cercato, chi più, chi meno, di inquinare questa battaglia senza bandiere, di strumentalizzarla a fini elettorali,tentando, goffamente e pateticamente, di salire sul carro dei vincitori, dove c’è però posto solo pergli animali, per gli attivisti, per la gente.

ciao Georgika!

Sara

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