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Porcikomodi 2017-10-21T17:27:21+00:00

Il progetto Porcikomodi nasce in Vitadacani nel 2000 e da allora, l’obiettivo del progetto si può dire sia abbattere il muro del silenzio. Quel muro del silenzio che rende possibile, ben nascosto, lo sfruttamento sterminato degli altri animali.
Porcikomodi tenta di portare in salvo, concretamente, individui dal macello e dall’industria della carne e dei suoi sottoprodotti e insieme di comunicare le atroci condizioni di vita degli stessi animali in quei luoghi senza tempo: le fabbriche della morte e le catene di smontaggio.

Lo strumento del progetto è il rifugio, il santuario, il luogo fisico dove vivono gli animali liberati, liberi, rifugiati. Lì, soltanto, si sviluppa, si suscita, si sperimenta l’EMPATIA.
I nostri occhi diventano i loro occhi, la nostra è la loro pelle, la bocca e il naso diventano gli stessi.
Medesima la pancia e le aspirazioni. Desideriamo le stesse cose: stare bene, essere felici e vivere liberi.
Lì ogni animale è ambasciatore della propria specie, ci racconta in silenzio eloquente, meglio che con mille parole, come dovrebbe essere la sua vita e quasi mai è.
La violenza, lo sfruttamento e la logica brutale di dominio che l’umanità per secoli, e mai così sistematicamente come oggi, ha esercitato e riserva agli altri animali, così distrattamente, considerati cibo, senza neppure prestarvi troppa attenzione, sono per noi eticamente inaccettabili.
Per questo occorre cambiare.
Affrancarsi dalle logiche di gabbie e catene che, nostro malgrado, un po’ tutti ci portiamo dentro e che ci fanno pensare che tutto ciò sia normale, per quanto triste, inesorabile e immodificabile.
Noi riteniamo invece che bisogna mutare logica, punto di vista e visione del mondo.
Tutto ciò non è giusto, al contrario, è profondamente sbagliato e spetta ad ognuno di noi cambiarlo un pezzo alla volta.
Bisogna attivarsi, prendere parte al cambiamento rivoluzionando profondamente il modo di vedere e considerare gli animali così detti da carne e da reddito.
Essi, come noi, non sono cibo ma individui unici al mondo.
Porcikomodi promuove una visione del mondo vegan e senza gabbie.
Non chiediamo loro la provenienza, possono essere stati riscattati, a seguito di una negoziazione o una trattativa, regalati, ceduti, sottratti a chi li sfruttava e a qualunque titolo liberati dalla sofferenza, dalla schiavitù e dal dominio.
L’importante è non intessere un rapporto economico con chi li tiene prigionieri e li considera carne da vendere al chilo. Gli animali non sono merce, gli animali non si acquistano.
Da noi troveranno riparo e potranno rimanere per sempre, il santuario è la loro casa e in esso moriranno di vecchiaia, liberati dalla paura, dallo sfruttamento e dalla morte.
Oltre agli ospiti stabili, Porcikomodi di occupa ogni giorno di moltitudini di altri individui, cercando di trovare loro una casa sicura e un’adozione per sempre.
Chi entra nel santuario, rimane qui, altri non vi transitano e vanno direttamente in adozione.
In entrambi i casi l’intento di Porcikomodi è ricreare per loro un mondo possibile, un angolo in cui, con meraviglia e stupore, poterli conoscere da vicino e sfiorare la sorprendente ed ancestrale magia della loro vita.
Tutti hanno un nome. Tutti sarebbero diventati carne.
Fai la differenza: scegli e vivi vegan.

I Santuari

Sono i rifugi che accolgono gli animali “normalmente” considerati cibo.
Riscattati, regalati, ceduti, sottratti e liberati da sofferenza e schiavitù.
Non chiediamo la provenienza ai nostri ospiti. Ma non intessiamo un rapporto
economico con chi li tiene prigionieri, li sfrutta e li considera carne da vendere al chilo

OASI SANTUARIO DI MAGNAGO (Mi)

Immerso nella campagna, in prossimità dell’aeroporto di Malpensa, il santuario di Magnago insiste su un’area di circa 40.000 metri quadrati. Qui nasce e si sviluppa il progetto Porcikomodi.

Un’ampia zona a prato e pascolo e una parte boschiva, caratterizzata essenzialmente da robinie più o meno fitte e di diversa età. Molto amate da capre e bovini che sono ghiotti delle loro foglie e addirittura rosicchiano le cortecce dei tronchi più teneri, o li utilizzano per grattarsi la schiena.
Gli alberi proteggono dal freddo e mitigano le intemperie l’inverno e donano frescura e molle ombra in primavera e nella stagione calda agli ospiti del santuario che dormono sereni sotto le piante del piccolo bosco al riparo dall’afa.
Vuoi venire a trovarci?
via Ungaretti, 34 – Magnago, (Mi) 20020
Telefono: 349 0581076
Email: porcikomodi@vitadacani.org
Scelgi la data e prenota la tua visita

OASI SANTUARIO DI CHIARI (Bs)

Nella campagna agricola di Chiari, ai bordi di campi coltivati e stalle, dove gli animali languono, si apre una piccola e ridente oasi di speranza e libertà.

Nei circa seimila metri quadrati vivono allegramente una quarantina di ospiti, per lo più piccoli animali.
Galline, galli, oche, anatre, conigli, topi e ratti da laboratorio, (nella depandance utopia), razzolano tra le gambe di ozzy e marilin, il piccolo toro e la mucca, insieme a due asini, due maiali e una manciata variopinta di capre e pecore.
Questa la nuova “casa” dove abbiamo ricominciato la nostra attività anche nella provincia di Brescia.
Mensilmente organizziamo eventi benefit, iniziative, cene e buffet sia per raccogliere fondi sia per parlare della condizione degli animali nella nostra società.
I santuari devono essere scoperti dalle persone perchè sono tra i pochi luoghi incantati in cui sperimentare l’empatia e andare incontro agli animali che di solito incontriamo solo impacchettati sugli scaffali dei supermercati.

Come tutti i rifugi, abbiamo bisogno sia di sostegno economico, che di volontari che possano aiutarci ad accudire gli animali e nei lavori di manutenzione del santuario. Inoltre serve fieno e cibo, soprattutto per i maiali: pasta, verdura, frutta, pane.

Ti aspettiamo a Chiari!

Pontoglio, 4/a – Chiari (Bs)
Chiamaci per prenotare una visita al 333682713 oppure scrivici porcikomodi@vitadacani.org

Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia

I santuari sono quei luoghi che ospitano animali salvati dallo sfruttamento dell’industria della carne (ma anche del divertimento o della sperimentazione animale).

Sono oasi all’interno delle quali gli animali sono liberi da etichette, liberi di essere solo e semplicemente animali.
Finora si è data scarsa importanza al loro ruolo all’interno del movimento di liberazione animale.
Ed altrettanto scarsa è stata la coordinazione tra i santuari stessi.
Ma le cose sono cambiate.

Dopo la presentazione fatta a Milano, all’interno del MiVeg 2014, si è tenuto un primo incontro, durante il quale è stata approvata la carta dei valori, che stabilisce quei punti dai quali un santuario antispecista non può prescindere, e sono stati definiti i primi obiettivi.
Tra questi, il riconoscimento del ruolo politico dei santuari all’interno del movimento.

E’ nei santuari che, guardando negli occhi i pochi animali a cui siamo riusciti a dare dignità e libertà, e venendo al contempo messi a conoscenza di cosa accade ai loro compagni negli allevamenti e nei macelli, che possono venir piantati piccoli semi che, se il terreno è fertile, germoglieranno fino a porre solide basi per un reale cambiamento.

Quello che chiediamo non è solo un aiuto economico (comunque preziosissimo: gli oneri per il mantenimento degli animali salvati sono notevoli, sia in termini di costi che di impegno, ed i santuari rischiano il collasso se non coadiuvati da tutti e tutte), ma il riconoscimento politico del nostro ruolo come motore che genera cambiamento. Da parte di chi fa azione diretta, così come di chi si occupa di sensibilizzazione e comunicazione.
Chiediamo sostegno, visibilità, cooperazione.

Portiamo i Santuari al centro del Movimento!

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