||Sotto sequestro per maltrattamento altri animali de “la fattoria delle coccole”
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Sotto sequestro per maltrattamento altri animali de “la fattoria delle coccole”

Sono stati affidati a Vitadacani in custodia giudiziaria i 19 suini della Fattoria delle Coccole, trovati in condizioni gravissime.
La nostra associazione era stata coinvolta nel sopralluogo dalla forestale.

La promessa, che un rifugio dovrebbe fare ai propri ospiti nel momento in cui vengono accolti, ancora una volta, non è stata rispettata dall’associazione di Appiano Gentile.
Ma questo purtroppo, dopo oggi e dopo il sequestro dello scorso agosto, sempre per maltrattamento, di cinghiali e maiali vietnamiti, pare un modus operandi.
Oggi, dopo quanto abbiamo visto nel sopralluogo-perquisizione, in quel campo nel nulla dove vivono i maiali, dopo la assurda situazione al limite del paradosso di dover intervenire per salvare individui che già dovrebbero essere al sicuro, poiché ospiti di un rifugio, anziché portarli in salvo da un allevamento, sgomenti torniamo a sottolineare un punto fondamentale.

La fattoria delle coccole- ingaia NON è un santuario.
Purtroppo.
Neppure gli assomiglia.
Al contrario opera mutuando dal mondo dell’allevamento e della pastorizia strategie e modalità.
Accumula animali stipandoli in stalle e affidandoli agli stessi allevatori.
Delega loro perfino la responsabilità del benessere e della loro qualità di vita.
Evidentemente non vigila neppure ma permette che anche il peggio possa accadere.
Oltre a condizioni di normalità e quotidianità tipiche e proprie dei posti da cui i santuari e rifugi hanno il dovere di portare via gli animali.

Prima pensavamo che questo ente seguisse semplicemente principi differenti dai nostri, ma che nonostante le divergenze, fosse un posto sicuro per gli animali che vi arrivavano.
Ma non è così.

Il castello creato sta crollando a terra sordamente, sono rimaste bugie, falsità e mille parole vuote, taglienti e amare.
Sono rimasti animali magri come fantasmi.
Così denutriti da essere a rischio di morte improvvisa.
Maiali che quasi traballano per la debolezza, affondando nel fango ma non sono malati, hanno solo fame.
Di fronte a questo, vogliamo solo ora che tutti gli altri animali, loro ospiti,
vengano trovati, ovunque essi siano, nei vari rifugi dispersi, stalle di allevatori, recinti in mezzo al nulla.
Vogliamo se ne accertino le condizioni e se prigionieri, chiusi e legati, trovino pace e libertà.
Vogliamo che venga mantenuta la promessa.
E, insieme, venga fatta giustizia per le centinaia di quelli passati da lì, e deceduti, precipitati nei dirupi dell’alpeggio, morti di inedia, fame, incuria e malattia.
Questo non può né deve succedere.
Mai più.

Invitiamo chi sta sostenendo animali a distanza a verificare se sono tra quelli sotto sequestro e dove si trovino.
E tutti a non portare più animali in quel posto.

Segue lo stralcio della relazione che ha portato al sequestro:
“gli animali si presentano in evidente stato di denutrizione, disidratazione e sofferenza, senza possibilità di ricovero.
La situazione risulta aggravata dalla presenza di fango imbibito d’acqua che rende quasi impossibile la possibilità di recarsi agli abbeveratoi fatiscenti e igienicamente inadeguati.
Non sono visibili contenitori per il cibo né tracce di cibo, da cui si evince che i soggetti vengono alimentati saltuariamente.
Rispetto al sopralluogo effettuato in agosto le condizioni dei soggetti sono nettamente peggiorate.
Non sono state rispettate le prescrizioni impartite dal distretto veterinario competente.
In particolare i punti di abbeveraggio non sono stati installati, non è stato realizzato un ricovero adeguato dalle intemperie ed infine non sono state rispettate le condizioni prescritte per la corretta somministrazione del cibo.
Per quanto riguarda le condizioni cliniche è ancora evidente il gravissimo stato di denutrizione, cosa che in previsione del prossimo abbassamento delle temperature potrebbero causare malattie da raffreddamento con possibile comparsa di morte improvvisa”

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2017-11-11T22:43:59+00:00 11 novembre 2017|News|