Diverse specie per un solo pianeta

Soka gakkai

Si rinsalda il rapporto con l’istituto Buddista italiano, che rinnova il progetto “Diverse specie per un solo pianeta” anche nel 2025.
Il progetto di riqualificazione del santuario Porcikomodi con l’obiettivo di migliorare la cura del territorio e dei suoi abitanti rispondendo ad una situazione urgente di degrado ambientale e, insieme, un progetto di sensibilizzazione della comunità per coinvolgerla come attore e motore di intervento e cambiamento.
Anche quest’anno, il progetto è sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che ringraziamo per la fiducia, la pazienza e il sostegno continuo.
12 mesi di progetto in cui prevediamo di:

  • Presa in carico delle segnalazioni, confronto con le istituzioni, ricerca luoghi adatti per l’ospitalità degli animali sequestrati o rinvenuti sul territorio, ricerca fondi per il trasporto e mantenimento.

  • Assistenza veterinaria degli animali in degenza

  • Cura, mantenimento e gestione degli animali accolti in struttura,

  • Realizzazione di ulteriori casette e recinti di quarantena per gli animali in ingresso.

  • Attività formative per personale e volontari

  • Ricollocamento o reinserimento in strutture adeguate quando possibile

  • Aumento delle visite didattiche di bambini, ragazzi.

  • Aumento delle aperture al pubblico per consentire a più persone di venire a contatto con una realtà priva di sfruttamento e con relazioni paritarie con gli animali.

  • Stage per capire come funziona e come si gestisce un rifugio per animali e per fare un volontariato più consapevole.

NEWS

16 giugno 2025

4 aprile 2024

Cilavengers Porcikomodi

“La chiave è uscire dalla realtà emergenziale continua. Gli enti che si occupano di animali corrono da un’emergenza all’altra, che sicuramente è una parte importante perché cambiano la vita di quei singoli soggetti che accolgono, ma manca la parte strategica per cambiare profondamente la realtà e fare in modo che ci siano sempre meno emergenze. “

Leggi l’intervista fatta a Sara d’Angelo