di Emmanuela Diana

La mamma è sempre la mamma

Il legame del cucciolo con la madre è un rapporto insostituibile, ed è di vitale importanza per lo sviluppo del cucciolo.

Emmanuela Diana - la mamma

L’essere umano ha una naturale attrazione per i cuccioli di ogni specie. Questa attrazione è il frutto di un naturale istinto all’accudimento, ed i cuccioli, proprio per le loro caratteristiche morfologiche e comportamentali, sono in grado di stimolare comportamenti epimeletici.
Proprio per questa ragione molto spesso le persone decidono di adottare un cucciolo o un gattino, un esserino “indifeso” da accudire e coccolare.

Molto frequentemente però, nell’entusiasmo di accogliere nella propria vita un cucciolo, si agisce guidati dalla fretta e si toglie il cucciolo alla madre biologica troppo presto. Negli ultimi anni purtroppo, con il problema dei cani randagi nel sud del nostro paese, si trovano spesso cucciolate sul territorio orfane addirittura in età da allattamento.

Per il cane e per il gatto, come per altri mammiferi, la relazione con la madre ed il rapporto con i fratelli sono fondamentali per un corretto sviluppo comportamentale e psicologico.
Ancora troppo spesso si pensa che il momento corretto per togliere il cucciolo alla propria madre sia lo svezzamento, nel momento in cui ogni cucciolo inizia ad essere fisicamente più autonomo e a mangiare anche cibi solidi.

L’indipendenza che si osserva con lo svezzamento è in realtà solo una fase in cui il cucciolo gradualmente inizia a staccarsi dalla figura materna, ma di lei ha ancora bisogno in quanto figura di riferimento, che dà sicurezza al piccolo in un momento in cui inizia ad esplorare e conoscere il mondo intorno a sé.

La madre infatti media e filtra le esperienze che ogni cucciolo inizia a fare, e soprattutto spiega al piccolo cosa è giusto e cosa non lo è. Attraverso la presenza della madre (processo di impregnazione) ogni cucciolo inizia inoltre a conoscere il linguaggio e la comunicazione specie specifica e a interagire con i propri simili in un contesto guidato e protetto.

Emmanuela Diana - la mamma

Solo la madre può insegnare al proprio piccolo il linguaggio della specie

e attraverso l’apprendimento per imitazione permettergli di acquisire le regole basilari di comportamento con i propri simili, le modalità di interazione ed il rispetto dei ruoli all’interno del branco.
È solo la madre, inoltre, a moderare l’esuberanza dei cuccioli e a permettere lo sviluppo degli autocontrolli durante le interazioni fra i piccoli. Si osserva infatti che ogni piccolo viene prontamente rimproverato con un energico ringhio quando ha un’azione eccessiva nei
confronti di un fratello, anche durante un momento di gioco.

Separare precocemente il cucciolo dalla madre può portare pertanto ad una serie di
problemi durante la fase evolutiva del cane o del gatto, che quasi sicuramente da adulto
manifesterà diversi problemi comportamentali.

La mamma

I cani e i gatti che non hanno potuto rimanere con la mamma fino al completamento delle 7-8 settimane di vita, avranno difficoltà di interazione con i propri simili. Queste difficoltà possono esprimersi con comportamenti di paura o aggressività.
Inoltre, in generale, il cane può manifestare nelle interazioni un eccesso nell’uso della bocca.
I cuccioli separati precocemente dalla madre tendono infatti ad avere un morso più intenso anche durante il gioco, e a mordere frequentemente anche in altri contesti. Allo stesso modo, i gatti che non hanno potuto beneficiare degli insegnamenti materni usano frequentemente le unghie durante le interazioni, e mordono più spesso e seriamente.
Nelle interazioni con i propri simili dimostrano infine di avere difficoltà ad interpretare correttamente i segnali, e tendono a rispondere in modo precipitoso e non coerente rispetto al contesto comunicativo.

Emmanuela Diana - segnali calmanti

Per quanto detto è quindi importante permettere ad ogni cucciolo di rimanere con la madre almeno fino al completamento delle 8 settimane.
Un discorso a parte va fatto poi per gli orfani: in questo caso sarebbe auspicabile trovare una balia che possa in parte sostituire la figura materna. L’essere umano non può da solo riuscire a essere altrettanto efficace quanto la madre biologica. Anche se spinti da tutte le
migliori intenzioni rimaniamo animali di una specie diversa.

emmanuela diana
Dott.ssa Emmanuela Diana
Dottore Magistrale in Scienze Biologiche Spec. Biologia Animale
Consulente Etologa Zooantropologa di Etologia Consapevole®
Fondatrice del metodo Etologia Consapevole®
www.etologiaconsapevole.it
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