20 aprile 2013

Dentro Farmacologia

Oggi è l’anniversario dell’occupazione dello stabulario di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano.
Una giornata che ha segnato per sempre la storia della lotta alla vivisezione.

Attiviste e attivisti restarono asserragliati per ore, legati con i propri corpi per impedire l’accesso.
Rimasero lì, accanto agli animali, condividendo quello spazio e quella condizione.
Da dentro, iniziarono a far uscire immagini che mostravano la brutalità quotidiana riservata agli animali utilizzati nei laboratori; e dalle finestre, alla folla accorsa fuori, iniziarono a leggere i registri: numeri, dati, documenti ufficiali.
La realtà nuda, senza filtri.
Fu in quel momento che l’Università decise di trattare.
La giornata si concluse con la liberazione di 400 topi e un coniglio, e con una promessa:
la libertà e l’affidamento a Vitadacani per tutti gli altri.
Tutti i topi liberati furono accolti da noi e per anni abbiamo continuato a lottare per ottenere la libertà degli animali rimasti dentro.
Per far rispettare quell’accordo. Invano.
Seguì un processo penale contro le attiviste e gli attivisti, e una causa civile, con una richiesta di risarcimento enorme, che Università di Milano e CNR persero.
Solo di recente si è conclusa la misura detentiva alternativa per uno di noi.
Il 20 aprile è una data da ricordare.
Perché ha messo in discussione la vivisezione.
E un intero sistema che, fino a quel momento, sembrava intoccabile, da quel giorno, ha dovuto iniziare a rispondere. A giustificarsi.
Questa storia va conosciuta.
Approfondita. Studiata.
Per non dimenticare.
Per imparare a costruire strade anche dove non esistono.
Per la liberazione animale.