Descrizione Progetto

Mirjam

Trasporto animali vivi.
Una scritta su un camion che è una beffa: perché su quei furgoni gli animali non vivono, sopravvivono.
Ammassati gli uni sugli altri.
Senza luce.
Un filo d’aria per tutti tanto devono morire.
Sono tantissime le pecore in quei camion della morte, in ogni camion che vediamo in autostrada.
Qualcuna muore durante il viaggio.
Qualcuna arriva morente al mattatoio.
Qualcuna rimane schiacciata per ore ma respira.
Mirjam è una tra le tante piu deboli che vengono calpestate dalle sorelle perche lo spazio non è sufficiente per tutte.
Mirjam sogna di morire così che tutto finisca in fretta … poi il camion si ferma e voci e luci irrompono nel silenzio.
Una mano la solleva e finalmente respira.
Il camion riparte con il suo carico di condannati a morte, Mirjam è salva solo perché trovata morente.
E alla legge non piace che un condannato muoia durante il viaggio, deve morire al mattatoio perché altrimenti la gente si indigna se muore prima, del dopo non gli interessa.
Le sue zampe deboli e deformi, la sua diversità, le hanno salvato la vita.
La mano che l’ha sollevata le ha salvato la vita.
ora Mirjam, dal belato incerto e le orecchie orizzontali come una bandiera, vive libera al santuario Porcikomodi di Magnago.
Ha scelto come fratello e custode Kaylo Ren, un maiale grande e nero, e quando ha paura si nasconde dietro di lui.
A dimostrazione che lo specismo è un’invenzione dell’uomo.

Rifugio di Magnago in via Ungaretti 34 Magnago (MI)
Aperto tutti la domenica su prenotazione a porcikomodi@vitadacani.org
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