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Il pic nic di Pasquetta al santuario porcikomodi non si terrà.

Ancora una volta.
Sembra un incubo, ma è la realtà.
E, aldilà del dispiacere, per non potervi accogliere, incontrare per un isolamento ed una chiusura forzate che durano da troppo tempo facendo venir meno tutta una immensa parte del nostro lavoro, necessaria per il cambiamento, il dramma ci travolge impotenti anche sotto il profilo economico.
Mettendoci a dura prova.
Facendo traballare tutta l’impalcatura che tiene al sicuro gli animali residenti.
Perché alcuni eventi sono per noi necessari.
Costituiscono una consistente occasione di raccolta di quei fondi necessari per la Cura di chi abita qui.

Il picnic di Pasquetta è uno di questi.
Anzi.
Si può considerare il secondo evento fondamentale per la nostra sostenibilità e salvezza, dopo Miveg.
Perché i ricavi di quella straordinaria giornata ci permettono grandi cose.
E non possiamo farne a meno.

Perché senza pic nic di Pasquetta, mancheranno all’appello circa 25 mila euro.

Con essi avremmo dovuto acquistare il nuovo trattore.
Perché il nostro vecchio ci ha abbandonate.
E senza un trattore non è possibile svolgere una grande parte delle attività di accudimento, data la numerica di residenti e le caratteristiche del nostro terreno.
E saldare fatture relative a cibo e mangimi scadute che contavamo di sistemare proprio con i ricavi di questo importante appuntamento.
Che non ci sarà.
L’emergenza relativa alla peste suina africana ha travolto tutto il mondo dei santuari.
Ma, certamente. quelli tra noi in Lombardia, Piemonte e, in parte, in Liguria sono sprofondati nell’inferno.

E, se possibile, ancor di più quelli come noi che ospitano una numerica di maiali tanto consistente da rappresentare “l’allevamento” allo stato semibrado in regione Lombardia più grande, una spina nel fianco delle ATS che continuamente impartiscono nuove prescrizioni a tratti anche economicamente irrealizzabili.
Così eccoci oggi, sospesi tra il terrore che la peste possa entrare e il sospetto verso qualunque accesso o cosa che arrivi dall’esterno.
Combattuti tra mille divieti e, quando questi vengono meno, tra il senso di responsabilità e protezione che ci impediscono, nonostante ogni precauzione, di farvi entrare.

Perchè a porcikomodi vivono 140 maiali.

Asserragliati e ormai stretti in recinti interni, il più lontani possibile dai nostri confini, ma sempre raggiungibili da un virus maledetto.
Dobbiamo arrenderci all’evidenza e trovare un modo per sopravvivere nonostante tutto.
Così, stiamo cercando di organizzare una raccolta straordinaria che possa permetterci di tenere i maiali al sicuro ma di non rinunciare alla vostra presenza e al vostro calore.
In più di mille sareste venuti a riempire il nostro prato oggi sfacciatamente fiorito.
Chiediamo a voi mille di raggiungerci da remoto donando quel che avreste fatto in presenza.

Permettendoci di saldare le fatture di cibo e acquistare il trattore.

Rimanete con noi.
Se anche per voi tutto ciò che facciamo e in cui crediamo, conta.
Nonostante tutto.
Nonostante un mondo che sta, un passo alla volta, impazzendo.
E che perde di vista, ad ogni istante, le cose autentiche e vere.
Rimanete con noi.
A rinforzare da tutti i lati i nostri confini.
Per proteggere e custodire il piccolo miracolo che si schiude dentro ogni giorno.
Tenerlo al sicuro dalle intemperie.
E mostrarci che, in mezzo a tutto l’orrore, a qualcuno, ancora, importa.
Della vita e della libertà.