L’intervento del Commissario per la PSA Caputo

“Tutti devono essere sterminati”

news sui mufloni

Ecco cosa afferma il commissario per la PSA Caputo

Abbiamo ascoltato attoniti il suo intervento alla Commissione per l’ Agricoltura alla Camera e, con rammarico, dobbiamo constatare che dichiara con estrema disinvoltura cose allucinanti.
La gestione della peste suina africana da lui descritta ci sembra un delirio di onnipotenza.
Tutti devono essere sterminati.
È un grande regalo al mondo venatorio.
I cacciatori, da sempre nemici della fauna selvatica, diventano addirittura bioregolatori.
Il che è un ossimoro.
Una bugia.
Un tradimento.
In poche parole possono sparare ancora più liberamente.
Investiti di un ruolo che non sono in grado di adempiere.

Con un corso di una manciata di ore da semplici assassini di animali diventano salvatori del comparto suinicolo.

Ancora una volta armi e carne camminano insieme.
Strettamente a braccetto.
Violenza, ignoranza e patriarcato sono alla base di questa gestione sanguinaria da cui prendiamo le distanze.

Con disinvoltura poi il commissario parla dei cinghiali del Bisagno.
Per la cui sopravvivenza siamo intervenuti più volte e abbiamo chiesto aiuto e sostegno.
Enormemente diminuiti, a quanto pare, per via della peste.
Una notizia per noi tragica.
Ma non basta.
Il commissario annuncia un intervento per finire gli individui che ce l’ hanno fatta o che ce la stanno facendo.

Come accaduto a noi, a Cuori Liberi.

Ma la miopia e l’arida ottusità non si fermano qui.
Caputo osa dire della vicenda di Sairano cose false, approssimative e offensive.

Ci sarebbe piaciuto un confronto serio sulla vicenda.
Chiesto da noi fin da settembre.
Senza neppure una risposta.
Non una sequela di banalità che potremmo ascoltare al bar o dal parrucchiere.
Siamo frastornati e avviliti dalle dichiarazioni così affrettate e inesatte che, se possibile, ci fan perdere ancora più la fiducia nelle istituzioni.

La gestione dei piani di contenimento della PSA messi in atto non ci rappresentano.
Inutile dirlo.
Non ci tutelano.
Non possono essere condivisi o condivisibili.
Ne prendiamo ancora una volta le distanze.
Obiettiamo e invitiamo tutte e tutti a farlo insieme a noi.

Non vogliamo ancora più persone con i fucili nei campi a minacciare gli animali selvatici, domestici e noi.
Non vogliamo lo sterminio dei cinghiali.
Non vogliamo le catture e i prelievi di ogni specie venga in mente a chi ci governa di ridurre o eliminare.
Non vogliamo la reclusione e l’uccisione degli orsi.
L’eradicazione dei mufloni.
Delle nutrie.
Dei cinghiali.

Tutto questo scempio deve essere fermato.

E deve essere molto chiaro che non venga fatto in nostro nome.
Noi continueremo a fare il contrario.
Portare in salvo i cinghiali e chi ne ha bisogno.
Aprire le gabbie di cattura.
Soccorrere animali incidentati, feriti e malati.
Scavalcare mura e cancelli per fare vedere a tutti cosa accade lì dietro.
Ogni istante.
Chiediamo da settembre protocolli diversi e deroghe per le nostre strutture,per tutelare i residenti nei santuari.
Non ci sono risposte.

Ma se queste sono le strategie per forza non possono esserci risposte.
Non è interesse delle istituzioni proteggerci o difendere ciò che abbiamo costruito … perché non interessa loro.
E perché è un’alternativa virtuosa al mondo di gabbie che han abilmente costruito e radicato dentro ognuno di noi.

All’ eradicazione e allo sterminio noi rispondiamo con la cura.
Il rifugio.
L’ empatia.
La sorellanza.
Alla violenza con la gentilezza.
È la nostra lingua.
È ciò che sappiamo fare.
Ciò che mettiamo in pratica ogni giorno.

Ma, se continueremo a non essere ascoltate, se non otterremo le deroghe tanto attese e necessarie, ce le prenderemo da sole.
A costo di attendere l’arrivo dell’esercito ai nostri cancelli che questa volta saranno ben difesi.